Fabio Bruno protagonista in Val d’Aosta

Si è concluso a Sarre (AO) il 69° Campionato Italiano Assoluto, ospitato quest’anno dalla Valle D’Aosta, regione con la quale la federazione scacchistica collabora da anni, con la vittoria di Lexy Ortega, che scrive così per la prima volta il proprio nome nell’albo d’oro del torneo.Il Campionato è stato estremamente combattuto ed incerto: Ortega, primo ex-aequo con 7.5 punti insieme a Michele Godena, ha prevalso soltanto negli spareggi di gioco rapido.
E’ stato anche necessario ricorrere ad un mini-torneo di gioco rapido tra Fabio Bruno, Denis Rombaldoni e Carlo D’Amore per stabilire il terzo posto, dopo che i tre erano arrivati ex-aequo con 6.5 punti: alla fine è stato Carlo D’Amore ad aggiudicarsi la medaglia di bronzo. Questa edizione, come già quella dello scorso anno, è stata valida per l’ottenimento di norme di Grande Maestro.

BIOGRAFIA DI FABIO BRUNO:
Marchigiano, nato a Civitanova Marche nel 1960, la sua carriera scacchistica è per certi versi anomala. diventa Maestro nel 1979 quindi, dopo qualche anno, abbandona pressoché definitivamente l’attività agonistica. Riprende a giocare dopo circa 15 anni collezionando una serie impressionante di vittorie: Campione Italiano Uisp 2004, primo classificato nel torneo dei Grandi Maestri di Frascati 2005 (prima norma di GM), campione italiano a squadre con il Penne nel 2005 e per finire Campione Italiano Assoluto nel 2004 a Montecatini Terme, dove ha anche conseguito la sua terza e definitiva norma di Maestro Internazionale. Ha rappresentato l’Italia al Campionato Europeo a squadre di Goteborg nel 2005 ed è stato capitano della squadra Italia 3 maschile alle Olimpiadi di Torino. Nel 2008, a Porto Mannu ottiene la sua secondo norma di GM. Più volte capitano della squadra italiana, nel Campionato Europeo a Creta 2007, nella Mitropa Cup di Olbia 2008 (dove la squadra femminile conquista la medaglia d’oro), e infine alle Olimpiadi di Dresda 2008. E’ alla sua quinta finale consecutiva del Campionato Italiano dal 2004 ed è l’autore del libro “Carpe diem” premiato come miglior libro del 2005.

BIOGRAFIA DI LEXY ORTEGA:
Lexy OrtegaNasce nel marzo 1960. Campione junior di Cuba 1978, vincitore di circa 40 tornei internazionali. A Erevan (Armenia) nel 1986 si classifica quarto con G.M del calibro di Tal, Romanishin, Psakhis, Petrosian, Balashov. Ha contribuito alla formazione del campione del mondo junior 1986 Walter Arencibia (GM). Ha svolto attività di allenatore con la squadra olimpica messicana per ben tre anni, ed è stato allenatore della squadra olimpica della Repubblica di San Marino, capitano allenatore della squadra olimpica italiana femminile a Dresda 2008 (con risultato storico per l’Italia). Ha alternato la sua attivita di giocatore con quella dell’insegnamento degli scacchi lavorando a Cuba per ben 8 anni come direttore tecnico di tutta una regione, Camaguey, e come allenatore in una scuola di perfezionamento atletico (ESPA). Ha ottenuto ottimi risultati come allenatore, per esempio, quello di MI di Martorelli, che sotto la sua guida è arrivato secondo in un campionato italiano assoluto, e di Daniele Vocaturo che è diventato maestro internazionale (record italiano) a soli 16 anni, oggi GM, e tanti altri giovani campioni in diverse categorie. Grande Maestro dal 2000, vive in Italia dal 1991, e ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2007.

Il biliardo civitanovese da seria A

Continua il nostro viaggio nell’universo del biliardo civitanovese che con due formazioni nel campionato di Eccellenza (Valentino 1 e La Pineta) e ben dieci squadre, che gareggiano nel campionato di serie “A”, insieme alla città di Fermo, è la più rappresentata di tutte le Marche. Il Circolo ricreativo Enal “Black & White” di Corso Vittorio Emanuele di Civitanova Marche partecipa ormai da quattro anni al campionato marchigiano di serie “A”, girone maceratese, dove ha sempre recitato un ruolo da protagonista, piazzandosi sempre nelle prime posizioni.
L’intenzione dei bravi ed esperti giocatori di questa simpatica squadra anche per quest’anno, nonostante un inizio di campionato altalenante che l’ha vista alternare prestazioni eccellenti a debacle inaspettate, è quella di arrivare alla fine del campionato in zona play-off. Abbiamo chiesto ai due giocatori più esperti della squadra civitanovese: Mecozzi Gabriele e Ciccioli Stefano di rispondere a qualche nostra domanda per conoscerli meglio e per aiutarci a conoscere meglio questo intrigante sport che tanto piace agli sportivi marchigiani.

Gabriele Mecozzi Stefano Ciccioli
A che età aveto iniziato a giocare? a 18 anni a 15 anni
Dove avete militato prima di approdare al Circolo R.Enal “Black & White”? Fra le più importanti partecipazioni ricordo i 7 anni nel campionato di Eccellenza Ho partecipato più volte al campionato Eccellenza marchigiano ed anche a quello dell’Emilia Romagna
Quali sono le vittorie che ricordate con più piacere? Le quattro vittorie in Eccellenza con il C.S.R. Valentino e la medaglia d’oro vinta come miglior giocatore della provincia Ho vinto diversi tornei individuali ed anche a squadre
Quale giocatore ritenete sia il più forte? Buccolini Mauro del C. Civitanova Andruccioli Alberto del Valentino Giallo
Quale giocatore tra i giovani vi ha impressionato? Santandrea Leonardo, ha iniziato quest’anno ma ha già dimostrato grandi doti, soprattutto come bocciatore Sono d’accordo, penso che nei prossimi anni sentiremo parlare molto di questo giovane.
Infine come pensate di classificarvi alla fine di questo campionato? Raggiungeremo certamente la zona “play-off” per poi andare il più avanti possibile. Sono ottimista anch’io, arriveremo ai “play-off” per giocarcela al meglio delle nostre possibilità.

Black & White
Circolo Ricreativo ENAL
C.so Vittorio Emanuele
Civitanova Marche (MC)

CIVITANOVA M. CAPITALE DEL BILIARDO MARCHIGIANO

Per gran  parte  della  gente il  biliardo è  solo un  piacevole passatempo,ma molti non sanno che ormai da anni il biliardo ha avuto un”evoluzione cosi” grande che è entrato a tutti gli effetti tra gli sport riconosciuti dal c.o.n.i. e la sua federazione (f.i.bi.s.),federazione italiana biliardo sportivo è l”unica ufficialmente riconosciuta. Dicevamo sport perchè in Italia e nelle Marche si svolgono tutti i campionati di categoria e tornei come negli altri sport. Civitanova in questo contesto é la città marchigiana più importante, solo Fermo riesce ad essere alla sua altezza a livello di tesserati (200) su un totale regionale di circa1.300. (la regione Marche è seconda  in italia solamente all’Emilia Romagna per numero di tesserati). Civitanova conta nove c.s.b. (centro sportivo biliardo) con 13 formazioni. Vogliamo  precisare  che si  tratta del  gioco  del   biliardo   a  boccette (mano libera) con un grado di difficoltà maggiore rispetto alla stecca. Questa moltitudine di squadre partecipano ai vari campionati di categoria  che si  dividono in ordine  crescente di importanza in serie “B” serie “A” (campionati provinciali) ed Eccellenza (campionato regionale) massima serie del biliardo sportivo regionale. Ai campionati provinciali partecipano i c.s.b. Annibal Caro, bar Servidei, circolo Era Ora, circolo il Diamante, circolo cittadino Civitanova M., Valentino2, circolo Black and White ed al campionato di Eccellenza la Pineta Biliardi ed il Valentino1. La migliore squadra civitanovese attualmente è il Valentino1 con ben quattro scudetti regionali (è anche la più titolata in regione) ed una partecipazione alla coppa campioni nazionale (partecipano solo le migliori 16 squadre nazionali) la sua sede di gioco attuale è in via Montenero (zona stadio) e nelle sue fila annovera giocatori di assoluto valore. Citiamo il suo organico: Rosa Enrico (master), Merloni Marco (master), Bagli Stefano, sono due riminesi ed un cesenate che rafforzano la componente civitanovese formata da Ascenzi Augusto, Concetti Pierluigi, Pelatelli Bruno, Frontoni Federico, Cardelli Simone, e a completare l’organico ci sono Palazzesi Stefano, di San Severino Marche, Buccolini Fabio e Cristofanelli Gabriele di Treia. Anche quest’anno il Valentino lotterà  per la conquista del titolo regionale con la Pergola di S.Elpidio a Mare secondo il pronostico degli esperti del settore. Quindi buon inizio di campionato a tutti.


IL VALENTINO:
CARDELLI,MERLONI,ASCENZI,CRISTOFANELLI,FRONTONI,CONCETTI,PALAZZESI,ROSA,BAGLI.


LA PINETA
VIOLINI WILLIAM,BELLETTI,CINI,SPERNANZONI,GAETANI,CAPODAGLIO,DE LUCA,VIOLINI DENNY,AMABILI.

RUGBY MOSCOSI LA PASSIONE DEI LUPI DEL SAN VICINO

Il Rugby lo sport allo stato puro, quello delle mischie furibonde e del fairplay, dove la partita è una proiezione della nostra esistenza, il superamento degli ostacoli posti dall’avversario sul nostro percorso verso l’obiettivo della segnatura, diventano simbolo delle nostre difficoltà verso il raggiungimento della meta. Il “passaggio” da effettuare dietro, perché non sempre la strada dritta di fronte a noi è quella giusta, il “placcaggio” come necessità di lottare rispettando le regole, sono metafore di vita. Così come nella vita di tutti i giorni, qualsiasi sia lo scopo che ci prefiggiamo, dobbiamo sempre compiere un numero enorme di azioni combinate, ricominciando ogni volta fino a che il risultato diventa definitivo. Molte volte non bastano segnare uno o più punti, bisogna anche saperli difendere, specie quando si è in vantaggio, nessun avversario va mai sottovalutato. Nella vita, nessuno ci regala niente, per ogni eccesso consentito esiste sempre una contropartita, una controffensiva attuata ogni volta che pensiamo di essere arrivati alla meta e siamo pronti a rilassarci. C’è sempre un avversario, un marcatore pronto a frapporsi tra noi e il nostro obiettivo. Tutti questi valori, queste regole morali, come afferma il sociologo Alberoni: “…noi le apprendiamo guardando una partita… le facciamo nostre, le poniamo nella nostra azione quotidiana, sono un esempio, un modello ideale che ci sostiene e ci guida nel difficile mestiere di vivere”. Ancora più difficile oggi che la crisi economica ci attanaglia costringendoci a ridimensionare le nostre aspirazioni, i nostri traguardi. Quando ci prende lo sconforto, la voglia di abbandonare tutto, di “uscire dal campo”, basta guardarsi intorno e trovare nuovi stimoli anche gettando uno sguardo nei piccoli, piccolissimi centri della nostra regione. Come nel campo da rugby della frazione Moscosi di Cingoli, dove un elemento sta alla base di ogni azione, “la passione”, un’essenza così potente e contagiosa che rende capaci di scorgere cose che altri non vedono, di trasformare un sogno in un’idea e l’idea in realtà, di credere nella possibilità del futuro. Dove l’idea dell’allora Assessore allo Sport di Cingoli, Ceciliani Claudio, di trasformare il campo da calcio della bellisima frazione, situata a confine tra i comuni di Apiro e Cingoli, vicinissima ai comuni di San Severino Marche e Cupramontana, in un campo da rugby, cercando di coinvolgere così i ragazzi dei quattro comuni limitrofi nella pratica di questo sport sino ad allora mai giocato in zona, si è trasformata in realtà. La “passione” con cui Tarcisio Ceciliani, Tobaldi Albino, Federici Maurizio, Tobaldi Catio, Tobaldi Roberto e lo stesso Claudio Ceciliani seppero convertire nel marzo del 2008 da calcistica a rugbistica  fondando il   “A.S.D. Rugby Moscosi”  iscrivendo la squadra dei “Lupi del San Vicino” al campionato di serie C. “Passione” che ora coinvolge tantissimi giovani della zona, che fa sorvolare sopra a “piccolezze” come quella di non aver mai vinto una partita nel campionato scorso. “Passione” che fa superare le ristrettezze economiche che un campionato comunque impegnativo, dove sono previste trasferte fino a San Marino, senza che nessuno percepisca un solo centesimo di stipendio. “Passione” che aiuta a superare momenti tristissimi, come quello tragico che nel Luglio scorso dopo una delle serate del “Festival del terzo tempo”, organizzate dai Lupi a Moscosi, basate sullo sport e sull’amicizia, si è trasformata in tragedia e dolore. Matteo Bimbo un ragazzo di 16 anni che aveva iniziato ad appassionarsi a questo sport e che da poco giocava nella squadra dei Lupi del San Vicino, nel ritornare a casa con il suo motorino, dopo una serata trascorsa felice in allegria insieme ai suoi amici…ci ha lasciato. “Passione” che da’ la forza di continuare, di andare avanti, di dedicare a Matteo Bimbo, per onorare la sua morte, un triangolare giocato Domenica 27 Settembre contro le squadre di Porto Sant’Elpidio e Empoli che la squadra dei “Lupi” ha vinto alla grande superando per 7 a 3 il Porto S. Elpidio e per 15 a 0 l’Empoli. Il tecnico jesino Andrea Animali dice che quest’anno la squadra è più forte, grazie all’esperienza accumulata nel campionato scorso ed a qualche rinforzo. Sono in molti però a dire che quest’anno i Lupi del S. Vicino potranno contare sull’uomo in più in campo, Matteo continuerà a giocare per sempre insieme a loro.

CINGOLI POLO DEL RALLY RONDE MARCHIGIANO

21 e 22 novembre il “2° Ronde Marche 2009”

Cingoli il 21 e 22 novembre sarà, di nuovo, il polo del rally ronde marchigiano, anche quest’anno grazie all’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la PRS Group srl di Saludecio, la “2° Ronde Marche 2009” potrà essere ospitata nella splendida cornice offerta dalla cittadina di Cingoli. Questo è il primo delle quattro Ronde, tutte su sterrato, che si svolgeranno nell’arco di cinque mesi, seguirà il 6 dicembre 2009 l’undicesimo Prealpi Master Show. La seconda parte si disputerà tra febbraio e marzo 2010 e si gareggerà nel Ronde Liburna e Ronde Valtiberina, con date ancora da definire.
Venerdì 20 arriveranno i team e i primi concorrenti.
Nella giornata successiva, sabato 21, si svolgeranno le  Verifiche   Tecniche  e   Sportive,    quindi   le   ricognizioni  del  tracciato  di  gara,  per ogni   concorrente  saranno  autorizzati  tre passaggi  da  svolgersi strettamente nel rispetto del Codice della Strada.
Domenica 22 novembre sarà senza alcun dubbio il momento centrale della manifestazione, il giorno della competizione con partenza dalle ore 7,30.
La 2° Ronde Marche, vedrà la partecipazione di equipaggi provenienti da diverse zone d’Italia, e si svilupperà su di un unico tratto di strada sterrata: una frazione cronometrata di circa dodici chilometri, individuata assemblando più frammenti delle diverse prove speciali che hanno composto il tracciato di gara del precedente Rally delle Marche, che sarà ripetuta quattro volte sino a costituire il chilometraggio parziale di 48 chilometri ed il complessivo di 200 km. dell’intero tracciato di gara.

Fabrizio Del Brutto

Dopo l’ottimo esordio all’ Open Master Internazionali d’Italia.
Vince anche il Torneo di Ferragosto

Nel circuito Abruzzese alla fine del Torneo ho potuto incontrare e conoscere il vincitore assoluto della categoria KF3. Fabrizio parlaci un po’ di te. Ho 14 anni, vivo a Macerata, ho frequentato la terza media superando brillantemente gli esami con la media dell’8, ma nonostante ciò la mia grande passione è correre con il kart. Quando hai iniziato a correre? All’età di 9 anni mio padre mi ha comprato il primo kart con il quale ho iniziato ad imparare a guidare. Dopo qualche mese di allenamento ho deciso insieme a mio padre di partecipare al campionato regionale e quello Italiano. Sicuramente ancora non ero pronto per gare così importanti ma sono state molto utili per migliorarmi nella guida. A quante gare hai partecipato? Circa 25 vincendo 19 coppe. Quali sono stati i tuoi migliori piazzamenti? Nella categoria 60 mini kart mi sono classificato 6° nel campionato regionale. Nella categoria 100 Junior 3° al campionato regionale, 9° alla selezione del campionato Italiano, alla coppa FIK (campionato Italiano a squadre) mi sono qualificato 3° nelle prove di qualificazione, poi ho fatto 3° in una manche, inoltre nel trofeo di S. Martino ho vinto la prefinale ma in finale ho concluso solo in 3° posizione perché in partenza mi hanno buttato fuori pista. Ma il miglior piazzamento in assoluto l’ho ottenuto nell’unica gara alla quale ho partecipato nel campionato Open Master 2009 classificandomi 5° nella prova generale. Raccontaci come hai vinto questo torneo. Il torneo si è disputato in due domeniche consecutive per un totale di quattro gare. Delle quattro gare ne ho vinte tre aggiudicandomi nella seconda Domenica anche la pole position con relativo record della pista.

Spiegaci come si sono svolte queste quattro gare Domenica 2 Agosto nelle prove di qualificazione ho siglato il terzo miglior tempo che mi ha permesso di partire nella gara 1 in seconda fila. La gara è stata molto dura e combattuta ma alla fine sono riuscito a vincerla. In gara 2 sono partito in prima posizione ma verso la fine a causa di un mio sorpasso forse un po’ troppo azzardato sono entrato in contatto con un altro pilota finendo fuori pista, fortunatamente sono riuscito a ripartire, concludendo la gara in quarta posizione. Domenica 9 Agosto le cose sono andate senz’altro meglio, nelle prove di qualificazione ho siglato il miglior tempo. In gara 1 sono partito ovviamente in prima fila e senza eccessivo impegno ho distaccato il gruppetto degli inseguitori vincendo questa gara con oltre tre secondi di vantaggio.
La gara 2 a causa di continui cambiamenti atmosferici è stata la più complicata in assoluto, la pista dopo un violento acquazzone ha iniziato ad asciugarsi abbastanza velocemente e il meccanico ha dovuto modificare l’assetto diverse volte fino all’ultimo istante prima della partenza. Fortunatamente l’assetto e la messa a punto generale si sono rivelate abbastanza soddisfacenti ma nonostante ciò ho dovuto combattere duramente, infatti all’ultimo giro sono riuscito a sorpassare il pilota che mi precedeva riuscendo a concludere la gara in prima posizione.

Complimenti per questa vittoria, ma sono venuto a sapere che poco tempo fa hai esordito nel prestigioso Campionato Open Master e dai risultati ottenuti sei andato molto bene. Ad essere sincero questa è la mia prima gara a livello internazionale nella quale hanno partecipato anche i piloti ufficiali e più competitivi. Il giovedì sono iniziate le prove libere, ma io ho potuto partecipare solo a quelle del pomeriggio perché nella mattina ero impegnato con gli esami della licenza media, infatti mio padre mi attendeva fuori dalla scuola per potermi accompagnare il prima possibile in pista. Nel pomeriggio ho potuto fare solo due turni di prove libere con risultati deludenti a causa di un set di gomme difettose le quali ci hanno fatto perdere un sacco di tempo perché non capivamo la causa del problema. Il venerdì mattino abbiamo utilizzato un altro set di gomme nuove nelle prove libere ufficiali e fin da subito ho notato un notevole miglioramento nelle prestazioni ma ancora non ero a livello ottimale infatti ho siglato solo il 17 ° tempo su 44 partecipanti. Il sabato invece le cose hanno iniziato ad andare nel verso giusto, infatti nonostante la giornata molto impegnativa, composta da: warm up, prove di qualificazione e due manche ho migliorato notevolmente. Le prove di qualificazione si sono svolte sotto la pioggia e pur non avendo una seconda scocca specifica per il bagnato mi sono classificato decimo. Nella prima manche che si è svolta anche questa sul bagnato sono partito settimo ed ho concluso la gara in terza posizione, mentre nella seconda manche dove si è corso sull’asciutto sono sempre partito settimo ed ho concluso la gara decimo a causa di un incidente che mi ha fatto perdere molto tempo. Nonostante ciò questi risultati mi hanno permesso di guadagnarmi la terza posizione nella griglia di partenza della domenica.

Nella partenza della prefinale sono sfilato bene mantenendo la terza posizione ma già due curve dopo ho passato il secondo. Ho concluso questa gara in sesta posizione, avrei potuto fare molto meglio se non avessi compiuto alcuni piccoli errori nella giuda che mi hanno penalizzato. Nella finale sono partito sesto mi sentivo molto carico e deciso perché sapevo che avrei potuto ottenere un ottimo risultato. Questa finale tutto sommato è stata piuttosto soddisfacente concludendola in ottava posizione anche se abbiamo capito solo dopo la gara di avere montato un rapporto troppo corto che mi limitava la velocità massima nella parte più veloce del circuito.  Comunque nella classifica generale di questa prova mi sono guadagnato la 5° posizione. Sei soddisfatto di questo risultato? Si, ma non pienamente perché ho commesso diversi errori soprattutto in prefinale. Questa è stata una grandissima esperienza dalla quale  ho potuto ricavare dei grossi insegnamenti che mi hanno permesso di migliorarmi in questa ultima gara qui in Abruzzo. Comunque in questo sport non si finisce mai d’imparare e spero di poter disputare il prossimo anno tutte e sei le prove del Campionato Open Master per poter crescere ancora di più nella guida e fare più esperienza. Hai in programma altre gare prima della fine dell’anno? Si, dato che ho ottenuto il primo posto nel campionato regionale 2009 potrò partecipare per diritto alla Coppa Fik  che si disputerà a Viterbo, trattasi di un campionato Italiano a squadre.Poi a Novembre sarò presente a Corridonia nel circuito Cogiskart  per partecipare al Torneo di San Martino. Auguri per le tue prossime gare Fabrizio. Arrivederci prossimamente in pista, grazie a tutti quelli che mi hanno dato fiducia per poter correre.

GRANDE SUCCESSO PER I CAMPIONATI ITALIANI DI BOCCETTE A MONTELUPONE

Nell’ambito della tradizionale Sagra del Carciofo Marchigiano, che si è conclusa nella tarda serata, grande successo ha riscosso la manifestazione che ha visto la diretta di RaiSport Sat. Stiamo parlando dei Campionati Nazionali di Biliardo, che hanno registrato la presenza dei migliori giocatori italiani, dando vita ad un torneo ad altissimo livello, sia per quanto riguarda la goriziana che le boccette. Nel suggestivo scenario del Teatro Degli Angeli di Montelupone, stracolmo in ogni ordine di posti, si è tenuta la finale del Master boccette che ha visto il successo di Iuri Minoccheri di Forlì davanti a Maurizio Zoffoli di Ravenna. Terzo classificato, il perugino Angelo Corbetta. La finale tra Minoccheri e Zoffoli è stata davvero entusiasmante, con il primo che si è imposto nella prima partita ed il recupero dell’avversario nella seconda. La bella è stata ancora appannaggio di Minoccheri. Per quanto riguarda il Master goriziana, successo di Silvino Galassi di Macerata su Minoccheri, che quindi si è portato a casa una dote consistente di premi. Terzo classificato, Maurizio Zoffoli ex-aequo con Giampaolo Gardini. Le premiazioni hanno visto la presenza del presidente della Fibis dott. Andrea Mancino, di Luca Guzzini, presidente della Teuco, di Giulio Biagiola della Bieffe, di Renzo Stortoni del consorzio Tecnopool, di Federico Procaccini, amministratore della Co.Bo., di Giuseppe Giacomelli, presidente dell’Unione Veterani dello Sport e di Antonio Tacconi, direttore della filiale della Bcc di Montelupone. Davvero una bella manifestazione, servita - come ha sottolineato il sindaco Nazareno Agostini - ad ampliare ulteriormente l’immagine dello splendido borgo di Montelupone, che in questi giorni è protagonista non solo per la Sagra del Carciofo, che la rende famosa in tutta Italia, ma anche per la consegna della Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano e tutta una serie di eventi collaterali che hanno richiamato migliaia e migliaia di visitatori nonostante le condizioni meteorologiche avverse.

IPPODROMO MORI VAL D’ASOLA: AMORE PER I CAVALLI E GRANDE CULTURA IPPICA

A Civitanova Marche, tra le stupende colline marchigiane che guardano l’Adriatico, sussistono e convivono tre diverse realtà, tutte legate al mondo del cavallo trottatore, opere e orgoglio del loro creatore e proprietario, il Capitano Ermanno Mori.  Primo fra tutti, almeno per ‘fondazione’, è l’allevamento “San Marone”, allevamento che ha visto trionfare, tra gli altri, ben due vincitori di Derby (Sec Mo e Tinak Mo), il Campione Europeo, Ebsero Mo, ed il cavallo dell’anno 1983, Atod Mo; al suo interno, il giovane Ippodromo di Corse al Trotto,  che ormai dal 2000 effettua regolari competizioni nazionali, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, rappresenta una alternativa sportiva e turistica  di rilievo, nel panorama civitanovese. Fiore all’occhiello di questo ‘ippoparco’, è il Museo Storico del Trotto, struttura unica nel suo genere in Italia. Il Museo, che ha trovato sede nelle scuderìe ristrutturate dell’allevamento, raccoglie ed espone, da più di vent’anni, una notevole quantità di materiale proveniente da tutto il territo¬rio nazionale ed estero, riguardante il mondo del trotto, dal suo nascere ad oggi.
Nei diversi locali è possibile ammirare manifesti d’epoca, bandiere dell’800, veicoli (tra i quali una splendida “padovanella”, antesignana del sulky da corsa), documenti riguardanti personaggi storici dell’ippica, e ripercorrere così le imprese dì indimenticabili campioni come Tornese e Varenne. Il materiale documentario è stato suddiviso per aree geografi¬che, così che si può rivivere lo svilupparsi nel tempo delle corse al trot¬to attraverso tutto il territorio italiano, ripercorrendo un vero e proprio itinerario nella storia del nostro costume. Il museo ospita inoltre una ricca biblioteca ippica, una fototeca che comprende più di 30000 fotografie originali dei grandi campioni del trotto e del galoppo e una importantissima emeroteca. Vi è poi un ampio spazio destinato alle opere di pittura e grafica dedicate al caval¬lo. Una citazione a parte merita il fondo documentario relativo al “cavallo attaccato”, pro¬tagonista delle antiche diligenze e del passato servizio postale.  Tutto il materiale esposto, oltre che valorizzare culturalmente la vicina pista da corsa, da vita a varie iniziative:  allestimento dì stand fieristici per conto dell’Associazione di Categoria e degli Enti Ippici in Italia e all’estero, col¬laborazione a riviste e giornali specializzati mediante fornitura di artico¬li e materiale fotografico, pubblicazioni di vario genere sul cavallo sporti¬vo. Da sempre infatti ciò che anima questa particolare struttura è l’amore per il cavallo e la cultura ippica, e tale passione si manifesta nei molti volumi editi proprio dal Museo Storico del Trotto che guardano al mondo di questo splendido e fedele animale sotto molteplici aspetti, da quello sportivo, a quello artistico, a quello poetico.

CIRCOLO SCACCHISTICO “L’ALFIERE NERO” A CIVITANOVA

Lo sguardo assorto e intento e il volto teso
per lo sforzo del pensier, che ogni cura
volge a cercar la mossa più sicura
che salvi il re dal nemico offeso.
Lo scacchista è sempre così preso
che ogni cosa sia attuale sia futura
obblia e del caffè entro le mura
prigionier della passion è reso…

Con questi versi il poeta Enzo Monti “fotografa” un giocatore di scacchi. Ed è veramente così, tanta è la concentrazione dedicata alla partita che tutto il resto può attendere, cascasse il mondo!  Per sviluppare le capacità intellettive degli alunni delle scuole elementari, fra cui appunto, la concentrazione, l’attenzione, il ragionamento, la logica, il Ministero della Pubblica Istruzione ha dato il via, all’interno del progetto “Scuole Aperte”, ai corsi di scacchi in orario extrascolastico. Il valore degli scacchi come supporto pedagogico è noto da tempo. La stimolazione della capacità logica, l’educazione al gioco come attività propedeutica al contatto sociale, la capacità immaginativa fanno di questa “disciplina sportiva”, un gioco completo e ricco di spunti educativi tanto da essere definito: “Un eccezionale gioco per la mente”. Letteralmente entusiasti i bambini, che hanno aderito in tantissimi ai corsi, seguendo con attenzione le lezioni degli istruttori e partecipando con passione alle prime gare organizzate, confermando, qualora ce ne fosse stato bisogno, come sia sentita fortemente a Civitanova la passione per gli scacchi. Per alimentare questa passione tre scacchisti civitanovesi Ginoì Serafini, Johnny Marinucci e Mauro Fratini hanno dato vita, nei locali del pub birreria “kika” al Circolo scacchistico “L’Alfiere Nero”. I numerosi giocatori civitanovesi, stanchi di “emigrare” in altri paesi, sentivano veramente la mancanza di un luogo dove ritrovarsi . In effetti dopo la chiusura del mitico Circolo scacchistico “A. Nimzowitsch” fondato all’inizio degli anni ‘80 e restato aperto sin verso la fine degli anni ‘90 a Civitanova Marche si era creato un vuoto in questo campo. Il circolo “Aaron Nimzowitsch” era nato quasi per caso, i giocatori a quel tempo si ritrovavano presso la tabaccheria del compianto Sergio Cavalieri, situata sotto il loggiato di fronte lo stadio di Civitanova, (guarda caso a poche decine di metri dall’attuale sede de ”l’Alfiere Nero”). Giocavano su di un tavolinetto, in bella vista, dietro l’ampia vetrata del locale, impossibile per chi passava nei paraggi non incuriosirsi ed entrare. Ben presto il locale risultò insufficiente a contenere la gran massa di “curiosi” e decisero così di  fondare il circolo, grazie anche alla disponibilità dell’amministrazione comunale che mise a disposizione alcuni locali della “Casa del Balilla”. Con immensa dedizione i frequentatori di quel periodo: Ferruccio Fratini, Vinicio Bertoni, Martufi, Willy, Giuseppe Bruno, Stroppa, Sergio Cavalieri,  Fabio Bruno, in poco tempo riuscirono a coinvolgere tante e tante altre persone, organizzando tornei, simultanee, fondando anche un giornalino che si chiamava (guarda ancora il caso) l’Alfiere. Ambizioso, lo si evince già dal loro motto “Scacchi ed oltre”, il progetto dei fondatori del Circolo l’Alfiere Nero, che vuole andare oltre la finalità, pur non banale, della pura e semplice partita a scacchi, ma andare più in là creando un centro di aggregazione per giovani, dare vita ad un turismo culturale, organizzando tornei a livello internazionale, per ora pressoché assente nella bella cittadina rivierasca, divulgare ancor di più il gioco degli scacchi nelle scuole.  Anche nel campo più prettamente sportivo, le ambizioni non mancano. Iscritta al campionato a squadre di “promozione”, aspira sin dal primo anno al salto di categoria, per passare alla serie C. Le potenzialità non mancano visto il valore dei componenti della squadra: Mauro Fratini (1903 CM), Gino Serafini (1849 1N), Johnny Marinucci (1763 2N), Giovanni Giri (1880 1N), Edoardo Bruno (1843 1N), Paolo Bevilacqua (NC), Giordano Macellari (1630 2N), Lorenzo Perogio (1876 1N). Tra gli impegni più immediati l’organizzazione nel mese di Giugno del 1° Torneo Semilampo presso lo stabilimento balneare “Rolando”.

L’INTERVISTA A FABIO BRUNO, MAESTRO INTERNAZIONALE

Come e quando hai iniziato a giocare a scacchi? Ho imparato a muovere i pezzi al circolo cittadino di Civitanova Marche, c’erano dei signori che giocavano tutto il giorno e io ero molto incuriosito. Alla fine ho convinto il barista “Gigetto” ad insegnarmi e fu subito amore a prima vista. Era il 1971 prima del match Fischer – Spassky che poi diede un grande impulso allo sviluppo del gioco in tutto il mondo. Comunque fino al 1976 ho solo giocato in quell’ambiente e non conoscevamo libri o tornei, si giocavano solo partite da caffè. Poi ho avuto modo di giocare un semilampo a Porto San Giorgio e lì ho scoperto un nuovo mondo, quello delle gare e delle categorie, oltre ad un sacco di giocatori molto più forti di me. È stato stimolante ed ho immediatamente cominciato a giocare i tornei di categoria. Il primo fu a Cattolica nel 1977, ci fui trascinato da due miei grandi amici di Ancona: Aldo Tricarico e Maurizio Diotallevi che ancora oggi ringrazio per averlo fatto! Conquistai la terza nazionale, ero molto contento di esserci riuscito! Ho continuato per alcuni anni fino al 1985 ottenendo buoni risultati, poi per motivi di lavoro ho smesso per oltre quindici anni. Nel 2001 mi sono trovato con più tempo libero a disposizione e ho deciso di riprendere l’attività ed infine eccomi qua! Quali sono stati i momenti più belli e meno belli nella tua carriera? Considerato che la mia carriera si divide in due parti molto nette, sotto tanti punti di vista, posso dire che nella prima parte certamente il momento più esaltante è stato la prima vittoria in un torneo magistrale, il Festival di Imperia nel 1980, ma naturalmente ci sono molti altri momenti piacevoli. Per quanto riguarda la seconda parte, senza dubbio la conquista del titolo di Campione Italiano a Montecatini nel 2005 è stato il momento più felice e che ha dato una svolta fondamentale al mio impegno negli scacchi. Poi la convocazione come titolare nella Nazionale maggiore per giocare gli Europei a Goteborg, sempre nel 2005, è stato un riconoscimento di cui vado molto fiero. Non posso però non citare la mia prima norma di Grande Maestro conquistata a Frascati sempre nel 2005 insieme alla vittoria del prestigioso torneo, voglio perciò ricordare con affetto Giancarlo Marcotulli, recentemente scomparso, che di Frascati è stato uno dei grandi promotori, senza di lui probabilmente non avrei avuto questa grande opportunità. Questo triste fatto introduce il discorso ai momenti meno belli, pensandoci ora, il periodo in cui non ho giocato è stato veramente di grande sofferenza, in certi momenti anche frustrante ma i risultati che sono venuti dopo, me lo hanno fatto diventare quasi un motivo di vanto… Parlaci della tua esperienza come Capitano della squadra azzurra. È stata una svolta, da quando ho cominciato ad occuparmi degli altri come Capitano, mi sono accorto di avere una specie di vocazione. Mi piace rendermi utile ed essere d’aiuto ai miei giocatori, risolvere i loro problemi e fare in modo che siano tranquilli e sereni per potersi occupare soltanto della partita. Credo che anche loro apprezzino il mio impegno in tal senso, almeno così mi è sembrato finora. Naturalmente le soddisfazioni non sono mancate, ma uno dei momenti più esaltanti è stata la vittoria sulla Germania all’Europeo di Creta del 2007, alla fine il grande Zoltan Ribli è venuto personalmente a complimentarsi con me per il successo della quadra! È stato davvero bello e mi ha fatto capire che il mio impegno come Capitano era importante e molto utile. Poi è venuta la vittoria nella Mitropa Cup femminile ad Olbia nel 2008 e certamente a livello sportivo è stato il risultato più entusiasmante. Anche alle ultime Olimpiadi di Dresda ci sono stati momenti molto belli, ma non posso citarli tutti. Mi piacerebbe continuare anche su questa strada, non mi pesa il fatto di non giocare, l’idea di essere comunque un componente della squadra è per me motivo di soddisfazione e si condividono insieme i successi e le sconfitte. Riguardo la Federazione, cosa apprezzi e cosa cambieresti? Il lavoro che questa Federazione è riuscita a svolgere in questo quadriennio è semplicemente straordinario, sotto la loro guida gli scacchi in Italia sono cresciuti e stanno crescendo in modo quasi esponenziale a tutti i livelli. Molte delle cose che hanno fatto e molte delle novità che hanno portato, vanno spesso aldilà delle più ambiziose aspettative che tutti noi avevamo. I risultati, non solo sportivi, sono notevoli e sotto gli occhi di tutti. Il taglio con un passato piuttosto grigio, in verità, è stato netto e deciso, hanno avuto il coraggio e la forza di portare avanti con successo idee ambiziose, molti degli effetti positivi di questo straordinario e imponente lavoro daranno un grande impulso alla crescita degli scacchi italiani nel tempo a venire e saranno visibili solo nel prossimo futuro. Oggi, nell’ambiente scacchistico italiano, ci sono possibilità per tutti, cosa che non era nemmeno immaginabile pochi anni fa. Penso sia normale che ad un’analisi attenta e critica possa risultare che qualcosa poteva essere fatto meglio, ma non mi sembra giusto criticare chi ha lavorato tanto e bene. Chi produce molto ha più possibilità di sbagliare rispetto a chi non fa nulla! Se però valutiamo il tutto nell’insieme, il bilancio non può essere che decisamente positivo. Bisogna anche considerare che questo Consiglio era alla sua prima nuova esperienza e la loro gestione così attiva e manageriale di una Federazione, è stata la novità più importante rispetto al passato. Ricordiamoci che si veniva da vent’anni di stallo o forse regressione. Nessuno in Italia aveva mai pensato tanto in grande nell’ambiente scacchistico. Si può tranquillamente affermare che non sono partiti da zero, ma con un pesante handicap. Oggi hanno accumulato esperienza e capacità ma soprattutto, visti i risultati ottenuti, la consapevolezza che possono riuscire nell’impresa di portare gli scacchi italiani ai livelli di sport più blasonati. Mi sento solo di ringraziare tutti loro per questo e più che criticare credo che noi tutti dovremmo chiederci cosa possiamo fare per dare il nostro contributo e aiutare questi eccellenti dirigenti a farci crescere ancora di più. Mi auguro, ma credo che tutti noi dovremmo augurarcelo, che Gianpietro Pagnoncelli venga riconfermato come Presidente alle prossime elezioni e insieme a lui tutta la sua squadra, per avere la certezza che tutto quello che è stato fatto fino ad oggi abbia la sicurezza di una continuità, per la crescita degli scacchi ed il bene degli scacchisti italiani. Però qualcosa cambierei, i nostri dirigenti hanno sempre lavorato gratis e questo fa loro ancora più onore. Credo però che l’evoluzione naturale delle cose ci possa portare un passo più avanti, per riuscire a farlo è forse ora che si pensi seriamente ad una soluzione che possa gratificare anche economicamente chi lavora tanto e bene. Cosa pensi degli scacchi nella tua regione, le Marche? Gli scacchi nelle Marche rispetto alla mia gioventù sono cresciuti molto, oggi ci sono molti circoli che fanno una grande attività, soprattutto a livello giovanile e scolastico. Tra i giovanissimi abbiamo ottenuto molte soddisfazioni e titoli nazionali, inoltre non mancano i forti giocatori anche a livello nazionale assoluto e questo è certamente un bene per tutti. Si svolgono regolarmente molti tornei importanti e alcuni di essi sono un immancabile appuntamento del calendario nazionale e internazionale. Le iniziative si moltiplicano e anche i media locali si sono accorti di noi, quindi la nostra visibilità è sempre in aumento. Spero che tutto questo possa consolidarsi e solo migliorare, quindi non c’è che da augurarsi che anche i nostri dirigenti locali trovino sempre nuove energie e nuove motivazioni per continuare sulla strada tracciata! Quali hobby coltivi oltre agli scacchi?
Sono sempre stato una persona con molteplici interessi e alcuni di loro mi hanno sempre distratto un po’ troppo! Oggi ho meno tempo a disposizione per coltivarli tutti, comunque mi piace la musica in generale, ma soprattutto la lirica e non perdo occasione di frequentare i teatri in particolare l’arena Sferisterio di Macerata. Mi piace molto lo sport e soprattutto il ciclismo, anche se ultimamente non pedalo troppo, dovrei riprendere la bicicletta e fare qualche uscita di più, ci
guadagnerei in salute!

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